Impresa italiana: più investimenti per le tecnologie digitali

Impresa italiana e innovazione digitale: ripartono gli investimenti

L’ impresa italiana sembra aver ritrovato fiducia negli investimenti per le tecnologie digitali. L’anno in corso potrebbe registrare una crescita pari al 2,1% della spesa delle aziende, il che si tradurrebbe in 37,1 miliardi di investimenti. Questi dati confermerebbero il +1,8% del 2015, dopo la crescita zero registrata nel 2014.

Il triennio 2015-2018 dovrebbe concludersi con una maggiore propensione agli investimenti rispetto al passato, con una media pari al 2,4%. Alcuni settori dovrebbero addirittura fare meglio della media: si prevedono segni positivi nel settore delle assicurazioni, in quello bancario ed anche nel comparto della sanità.

Il manifatturiero, perno dello sviluppo industriale italiano, dovrebbe allinearsi alla media in virtù di una previsione del +2,5%.
Gli enti locali, al contrario, non sembrano interessati agli investimenti per le tecnologie digitali. Difatti, il cosiddetto Patto di Stabilità, comporterà dei segni negativi sotto questo punto di vista, che dovrebbero attestarsi su un -1,5%.

La nuova impresa: orientata alla digitalizzazione

Molti sono i casi in cui gli investimenti sono orientati alla digitalizzazione dei processi. Il fine, in questo caso, è quello di ottimizzare e rendere più diretto il rapporto con i clienti. Le voci di spesa che prevedono maggiori investimenti sono comunque relative all’ambito mobile, cloud computing e big data. Il motivo è da rintracciare nel notevole livello di sicurezza raggiunto oggi da queste soluzioni.

Il settore TLC-Media è quello che registrerà gli investimenti più importanti per il 2016 a fronte di una previsione di circa 8,1 miliardi di “spesa digitale”. In particolare, le aziende del settore continueranno ad investire nelle infrastrutture collegate alla banda ultra-larga. Non meno importanti gli investimenti digitali del settore manifatturiero che spenderà, secondo le previsioni, circa 7 miliardi. In questo settore gli investimenti saranno per lo più orientati all’ottimizzazione dei processi di business e agli strumenti che un domani consentiranno una più definita automazione dei processi industriali.
Ovviamente, anche le industrie considerano imprescindibili le spese relative ai big data e cloud computing.

Discorso a parte merita il settore bancario che, dopo un periodo difficile, investirà all’incirca 6 miliardi. Gli obiettivi digitali, in questo caso, saranno rappresentati da una maggiore pervasività dell’internet banking e dall’automazione completa delle banche.