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Piano nazionale Industria 4.0: 23 miliardi in quattro anni

Presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0

L’impegno pubblico dell’Italia per sostenere la cosiddetta quarta rivoluzione industriale sarà superiore a quello delle grandi potenze economiche come USA, Germania e Francia. Il Piano Nazionale Industria 4.0, presentato lo scorso 21 Settembre a Milano, prevede infatti investimenti di 13 Miliardi di euro. Questi saranno destinati all’innovazione e alla ricerca.
L’obiettivo è quello di raggiungere quota 10 miliardi di investimenti privati per il 2017: al raggiungimento di questo risultato contribuirà un importante pacchetto di agevolazioni fiscali.

Il titolare del Ministero dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha sottolineato che all’intervento pubblico seguiranno gli investimenti del settore privato, pari a 24 miliardi di euro fino al 2020. Questi saranno investiti nel 2017 in tecnologie e beni e, entro il 2020, in ricerca e sviluppo. Le intenzioni del Governo sono orientate ad ottenere 200 mila studenti e 3 mila manager specializzati nell’ambito dell’industria 4.0. A sostegno di questa trasformazione verranno costituiti dei competence center e digital innovation hub su tutto il territorio nazionale. Oltre a questi, anche alcuni consorzi deputati alla discussione sugli standard dell’IoT e un roadshow di sensibilizzazione che toccherà anche il Sud Italia. A quest’ultimo parteciperanno anche università, associazioni, aziende e cariche istituzionali.

Detrazioni per chi investe nell’industria di quarta generazione: ecco cosa prevende il Piano Nazionale Industria 4.0

Oltre agli investimenti, il Piano Nazionale Industria 4.0 prevede importanti detrazioni e agevolazioni a sostegno della formazione specialistica. In particolare, verrà prorogato il cosiddetto super ammortamento. L’aliquota passerà, quindi, dall’attuale 140% al 250% per gli investimenti dedicati al contesto dell’industria 4.0. Modifiche riguarderanno anche il credito di imposta al settore della ricerca, che dovrebbe passare dal 25% attuale al 50%. Il credito massimo per il contribuente subirà un incremento e toccherà quota 20 milioni di euro. Le detrazioni fiscali per chi sceglierà di investire fino a un milione di euro in una start up o in una PMI innovativa toccheranno il 30%. Complessivamente l’intervento pubblico sarà pari a circa 13 miliardi di euro.

Tutti questi provvedimenti, incentivi e investimenti porteranno alla tanto attesa digitalizzazione dell’industria italiana. Questo significa ripensare i processi aziendali in funzione del supporto che le tecnologie digitali e le innovazioni sono oggi in grado di garantire.