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Industria 4.0: un’opportunità anche per le piccole imprese

Incentivi fiscali anche per le PMI, ecco l’industria 4.0

Il Piano nazionale Industria 4.0, illustrato recentemente dal Governo, presenta diversi elementi a favore della trasformazione tecnologica delle piccole imprese italiane. Chi investirà in Start-up o piccole imprese, infatti, potrà beneficiare di alcune importanti misure fiscali. Questo perché l’innovazione digitale è un tema rilevante non solo per le grandi realtà industriali, ma anche per quelle dimensionalmente più piccole.

Il punto di partenza è dato dal considerare le piccole e medie imprese come un valore aggiunto. Bisogna evitare di costringere “i piccoli” a diventare per forza “grandi”. Del resto, flessibilità e personalizzazione delle piccole e medie imprese sono valori imprescindibili e collegati saldamente al progetto Industria 4.0. La novità che questo piano nazionale intende realizzare è quindi orientata più alla qualità che alle dimensioni aziendali. Tutto, ovviamente, è orientato ad ottenere l’innovazione anche nel comparto della manifattura italiana.

In passato molti bandi a supporto delle aziende italiane hanno finito per danneggiare le piccole e medie imprese. Il piano nazionale in questione, al contrario, intende puntare su incentivi fiscali automatici e accessibili e tutte le tipologie d’impresa.
C’è necessità di dare lustro alla manifattura nostrana, un’eccellenza apprezzata in tutto il Mondo.

Detrazioni fiscali, finanziamenti e detassazioni previsti dal piano nazionale industria 4.0

Chi investirà in start-up o pmi innovative otterrà un aumento delle detrazioni fiscali. Gli incentivi saliranno fino al 30% con tetto massimo fissato in 1 milione di euro. L’impatto potenziale massimo dovrebbe toccare quota 300 mila euro, in luogo degli attuali 95 mila. Altri provvedimenti importanti riguardano la detassazione dei capital gain su investimenti a medio/lungo termine e la riforma del Fondo centrale di garanzia: a fronte di un impegno delle banche di 22 miliardi di euro, il governo si impegna a rifinanziare il fondo con 900 milioni di euro al fine di farsi garante per una elevata quota del prestito, pari a circa l’80% di quanto erogato dalle banche alle attività imprenditoriali.

Altre misure collegate all’ambito delle pmi innovative e start-up riguardano il sostegno agli acceleratori di impresa.
Altre ancora interessano i fondi Venture Capital connessi all’industria digitale e ai brevetti ad alto contenuto tecnologico. Senza dimenticare l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in tecnologie necessarie alla modernizzazione della manifattura. Investimenti che, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, per le imprese si tradurranno in una notevole diminuzione delle tasse nei prossimi cinque anni.