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Una professione innovativa: il data analyst

Il Data Analyst è una figura che sta cominciando ad essere apprezzata anche in Italia

C’è chi lo definisce, senza mezzi termini, il lavoro più sexy del ventunesimo secolo. La professione del Data Analyst, molto richiesta soprattutto negli Stati Uniti, si sta facendo largo anche in Italia. Cerchiamo di capire di cosa si occupa questo tipo di figura e quali sono le sue principali mansioni e responsabilità.

Come è noto, l’utilizzo dei numerosi dispositivi elettronici come smartphone, tablet, smartwatch, indossabili pensati per lo sport e molto altro ancora, consente quotidianamente di produrre una gran quantità di dati. Tutto ciò si traduce in un grande bacino di informazioni da utilizzare per condurre ricerche di qualsiasi tipo. Un vantaggio molto rilevante non solo per istituti di ricerca, ma anche per le aziende che orientano il proprio business all’interno del tracciato delimitato dai big data.

Per fortuna, ad oggi non esiste ancora un sistema totalmente automatizzato che riesca ad interpretare il gran quantitativo di dati che, più o meno consapevolmente, generiamo ogni giorno. Esistono, ad ogni modo, delle tecniche di estrazione ed interpretazione di dati che riguardano la vita delle persone. Questo significa che, potenzialmente, tutte le aziende potrebbero dotarsi di figure in grado di interpretare tali dati. Al fine di capire, ad esempio, se conviene produrre un determinato prodotto e, ancora, quale potrebbe essere la strada giusta per pubblicizzarlo in funzione del pubblico che sembra più interessato.

Capacità di ragionare in termini statistici e curiosità per l’analisi: il data analyst

Queste figure, che posseggono capacità di ottenere informazioni partendo da dati molto complessi, in America rientrano tra quelle che percepiscono i salari maggiori. Capacità di ragionare dal punto di vista matematico e statistico, curiosità per l’analisi e propensione ad affrontare tali argomenti sono le caratteristiche di cui deve disporre necessariamente chi vuole approcciare il lavoro di data analyst. A questa nuova professione, negli ultimi anni e specialmente oltreoceano, hanno preso parte persone provenienti da ambiti non solo matematici ed economici, ma anche umanistici.

La professione di data analyst, dunque, si sta facendo largo anche in Italia. Sotto questo punto di vista non si stanno incontrando grossi ostacoli. L’incertezza riguarda, più che altro, l’aspetto etico relativo all’utilizzo dei dati. Ad ogni modo, l’idea che grosse aziende vengano in possesso dei nostri dati e delle nostre abitudini non deve essere necessariamente considerata nell’accezione negativa. Anche perché le tracce che lasciamo nella rete possono valere tanto dal punto di vista sociale, ad esempio contribuendo al miglioramento dei servizi della propria comunità.